 E' un istituto diretto a creare un rapporto elettivo di filiazione fra persone non legate da vincoli di sangue.
Vi sono diversi tipi di adozione:
1. Adozione delle persone maggiori di età; 2. Adozione dei minori; 3. Adozione in casi particolari; 4. Adozione internazionale.
1. Adozione dei maggiori di età
E' ammessa solamente a favore di chi non ha figli minorenni o di chi ha figli maggiorenni che vi acconsentono.
Il divario minimo tra adottante ed adottato é di diciotto anni. Non esistono invece limiti di età massima per l'adottato, né per l'adottante.
Possono adottare sia le coppie sposate, sia i singles, sia le persone coniugate, purché con il consenso del coniuge. L'adozione dei figli naturali da parte dei loro genitori é vietata. Occorre il consenso dell'adottante, dell'adottando, l'assenso dei genitori di quest'ultimo e del coniuge, nonché un accertamento del Tribunale diretto a verificare se l'adozione convenga all'adottando oppure no.
2. Adozione (nazionale) dei minori
E' diretta ad evitare il dramma dell'abbandono e a ricreare un ambiente familiare sereno per il minore nel cui interesse si agisce. I requisiti sono:
- la dichiarazione dello stato di abbandono di un minore; - l'idoneità dei coniugi ad adottare.
Competente ad emettere entrambi i provvedimenti é il Tribunale per i minorenni nel cui distretto si trova il bimbo abbandonato. L'adozione vera e propria é preceduta dall'affidamento preadottivo e, una volta intervenuta, spezza ogni vincolo di parentela fra il minore e i suoi familiari naturali, conferendo al bambino lo stato di figlio legittimo degli adottanti.
Con la legge 28 marzo 2001 n. 149 sono state introdotte importanti novità. Esse riguardano principalmente due punti: la possibilità per chi viene adottato di conoscere le proprie origini biologiche e l'affidamento dei bambini che, in futuro, saranno dati solo a famiglie o a comunità di tipo familiare e non più agli istituti, che, a partire dal 2006, dovranno sparire.
Ancora, la legge offre un riconoscimento della convivenza: possono adottare un bambino sempre e solo le coppie sposate, ma tra gli elementi di stabilità della coppia adesso é possibile considerare anche gli anni di convivenza. Inoltre, é stata aumentata da 40 a 45 anni la differenza massima di età tra genitore e figlio adottivo.
Tra le altre novità, il fatto che i minori se capaci di discernimento debbano essere ascoltati sempre, e il dovere per i Tribunali di informare gli aspiranti genitori adottivi sullo stato del procedimento.
3. Adozione in casi particolari
Qui il rapporto che si crea tra il minore e i genitori adottivi non si sostituisce, ma si aggiunge a quello che il bambino ha con i genitori biologici. Questo tipo di adozione é consentita solo in ipotesi tassative:
- quando il minore sia orfano di entrambi i genitori e l'adottante sia un parente entro il sesto grado, oppure, pur non essendo legato al minore da vincoli di parentela, abbia stabilito con quest'ultimo un rapporto stabile e duraturo, preesistente alla morte dei genitori; - quando l'adottante é il coniuge del genitore del minore; - quando sia impossibile l'affidamento preadottivo.
La legge n. 149/01 ha apportato modifiche anche per l'adozione in casi particolari. La legge introduce, infatti, fra l'altro, la possibilità per i minori handicappati orfani di padre e madre di essere adottati anche senza l'accertamento dello stato di abbandono.
4. Adozione internazionale
L'adozione internazionale prevede un percorso inverso rispetto all'adozione nazionale. Essa inizia infatti con un'indagine sulle famiglie che ne fanno specifica richiesta. Quando la coppia viene giudicata idonea dal Tribunale, essa può partire alla ricerca di un bambino abbandonato.
La coppia, una volta trovato un minore in territorio straniero ed ottenuta la dichiarazione di adozione o di affidamento da parte delle competenti autorità straniere, torna a casa e si ripresenta al Tribunale per i minorenni, che, una volta accertato che tutto sia in regola, dichiara l'adozione o l'affidamento preadottivo a seconda che vi sia già stato o meno un periodo di affidamento di un anno.
Nell'adozione internazionale l'abbinamento tra gli adottanti ed il minore si realizza all'estero con l'ausilio di enti ed organizzazioni internazionali cui la coppia é obbligata a rivolgersi. La legge n.476/1998 ha introdotto agevolazioni di carattere personale e fiscale per i nuovi genitori.
Le prime estendono a quest'ultimi le garanzie offerte dalla legislazione lavoristica ai lavoratori dipendenti per il caso di nascita di figli.
In materia fiscale é previsto, invece, che coloro che adottano minori stranieri possano indicare tra gli oneri deducibili ai fini dell'Irpef il 50% delle spese sostenute per l'espletamento della procedura di adozione internazionale.
N.B. In tutti i casi di adozione, questa può essere revocata per indegnità dell'adottante o dell'adottato.
Affidamento familiare
L'istituto é diretto a fornire un aiuto al minore che sia temporaneamente privo di "un ambiente familiare idoneo" alla crescita. Possono ottenerlo sia i singles che una comunità di tipo familiare.
La famiglia affidataria, a differenza di quella adottiva non può considerare il minore come proprio figlio, avendo essa anzi il compito di favorire il riavvicinamento con la famiglia naturale una volta che questa superi le difficoltà provvisorie che avevano determinato l'affidamento.
Con esso non si modifica lo stato familiare del minore e non si creano pertanto vincoli familiari tra quest'ultimo e l'affidatario.
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Di seguito alcuni casi trattati
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Può essere adottata la persona maggiorenne inserita nel nucleo familiare con minori? |
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Sabato 01 Aprile 2006 16:33 |
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In tema di adozione di persone maggiori di età, la presenza di figli minori dell'adottante, come tali incapaci, per ragioni di età, di esprimere un valido consenso, costituisce di norma un impedimento alla richiesta di adozione.
La Cassazione, con questa importante sentenza, stabilisce, tuttavia, che nel caso in cui l'adozione di maggiorenni riguardi un soggetto, il figlio del coniuge, che già appartenga, insieme ai fratelli, minorenni, al contesto affettivo della famiglia di accoglienza dell'adottante, la presenza dei figli minori di quest'ultimo non preclude in assoluto l'adozione, fermo restando il potere-dovere del giudice del merito di procedere all'audizione personale di costoro, al fine della formulazione del complessivo giudizio di convenienza nell'interesse dell'adottando. |
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È legittima la disciplina che vieta all’adottato di conoscere le origini se la madre non vuole? |
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Giovedì 01 Dicembre 2005 16:19 |
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Secondo questa importante sentenza della Corte costituzionale la risposta è affermativa, in quanto l' esclusione della possibilità di autorizzare l’adottato all’accesso alle informazioni sulle origini è giustificata dall'esigenza di verificare previamente la persistenza della volontà di non essere nominata da parte della madre biologica e da quella di garantire il rispetto dell'anonimato della medesima. |
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In casi particolari è consentita l'adozione internazionale anche alle persone singole ? |
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Sabato 01 Ottobre 2005 16:17 |
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Quando si tratti di bambini in stato di abbandono e non vi sia possibilità concreta di adozione se non a favore di persone singole, nulla osta alla loro adozione internazionale.
Così si è espressa la Corte costituzionale in questa rivoluzionaria ordinanza, ritenendo che, diversamente, l'articolo 44, lettera d), della legge n. 184 del 1983, così come modificato dalla legge n. 476 del 1998, si porrebbe in contrasto con diritti costituzionalmente rilevanti, quali quello del minore in stato di abbandono, italiano o straniero che sia, ad avere una famiglia e ad essere allevato in ambiente idoneo (art. 30 della Costituzione). |
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L'adottato figlio naturale non riconosciuto può mantenere anche il cognome originario? |
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Venerdì 01 Giugno 2001 14:48 |
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Nell'ipotesi di adozione di persone maggiori di età, l'adottato conserva il diritto a mantenere il proprio cognome originario? Può anteporre il proprio cognome a quello dell'adottante?
Il caso in esame è stato risolto dalla Corte Costituzionale in modo innovativo. Il cognome originario, trattandosi di adottando maggiorenne, ha ormai acquisito il carattere di segno distintivo della sua identità personale, in quanto l'interessato lo ha trasmesso ai propri figli, nell'ipotesi in cui ne abbia già avuti, ed altresì perchè costui viene identificato in tal modo nel contesto familiare e sociale di appartenenza.
D'altro canto, la precedenza del cognome dell'adottante non appare irrazionale, così come non può costituire violazione del diritto all'identità personale il fatto che il cognome adottivo preceda o segua quello originario.
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