La Donazione
donazioneA differenza del testamento, che é un atto unilaterale, la donazione è un contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l'altra disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un'obbligazione.

Per la donazione è richiesta la forma solenne dell'atto pubblico.

Il contratto si perfeziona solo nel momento in cui il donatario notifica al donante la propria accettazione.

Fino a quel momento, sia il donante che il donatario possono revocare la loro dichiarazione.

L'oggetto del contratto può essere vario. La donazione può essere revocata dal donante in due casi:

- per sopravvenienza dei figli;
- per ingratitudine del donatore.

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Di seguito alcuni casi trattati


Donazione indiretta, quando e come rileva il c.d. animus donandi?
Mercoledì 04 Febbraio 2009 16:08


Il supremo Collegio, in una fattispecie nella quale gli eredi di una defunta chiedevano il rimborso alla cointestataria di un libretto di risparmio del 50 per cento della somma portata dal libretto, da quest'ultima incassata per intero, ha enunciato il principio per cui la possibilità che costituisca donazione indiretta l'atto di cointestazione, con firma e disponibilità disgiunte, di una somma di denaro depositata presso un istituto di credito - qualora la predetta somma, all'atto della cointestazione, risulti essere appartenuta ad uno solo dei cointestatari - è legata all'apprezzamento dell'esistenza dell' "animus donandi", consistente nell'accertamento che il proprietario del denaro non aveva, nel momento della cointestazione, altro scopo che quello della liberalità

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La casa familiare resta al coniuge assegnatario anche nell'ipotesi in cui essa sia stata concessa in comodato da un terzo?
Mercoledì 01 Settembre 2004 16:00

Il padre concede in comodato al figlio un bene immobile di sua proprietà affinché sia destinato ad abitazione familiare di quest'ultimo; il figlio si separa dalla moglie, la quale, essendo affidataria di figli minori, ottiene l'assegnazione dell'unità immobiliare. La cosa ovviamente non fa piacere al suocero, che intenta causa alla nuora per la restituzione dell'appartamento.  I giudici di primo grado danno ragione alla nuora, in quanto, a loro avviso, il suocero è tenuto a subire il provvedimento di assegnazione fino a quando le nipoti non avranno raggiunto l'autonomia economica, non potendo egli considerarsi terzo rispetto a tale provvedimento.

La Corte di cassazione a Sezioni unite, adita su ricorso del suocero, ha confermato, sia pur adottando una motivazione diversa, la sentenza di primo grado.

Il principio enunciato con la pronuncia qui pubblicata stabilisce infatti che il provvedimento di assegnazione non modifica la natura e il contenuto del titolo di godimento sull'immobile, con la conseguenza che il comodante (ossia il suocero nel caso in esame) è tenuto a consentire la continuazione del godimento per l'uso previsto nel contratto, salva l'ipotesi di sopravvenienza di urgente ed imprevedibile bisogno.

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Può essere revocata per ingratidudine la donazione indiretta effettuata dai genitori in favore della figlia qualora questa rifiuti di acconsentire alla richiesta dei donanti di vendere l’immobile donato per sopperire a sopravvenute esigenze di liquidita?
Giovedì 01 Aprile 2004 15:54

La risposta è no, in quanto la donazione, sia diretta che indiretta, può essere sì revocata per ingiuria grave verso il donante, ma non integrano tale ipotesi il rifiuto legittimamente opposto dal donatario di vendere il bene donato, né i comportamenti posti in essere da quest’ultimo per resistere a detta richiesta, purchè essi siano attuati attraverso gli strumenti offerti dall’ordinamento.

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